Sempre più spesso si sente parlare di PRP, sia in ambito estetico, dove viene associato al cosiddetto “vampire facial”, sia nello sport, dove ha accompagnato il recupero di molti atleti professionisti. Dietro la sigla, però, c’è una tecnologia medica seria, basata su un principio tanto semplice quanto affascinante: utilizzare le capacità rigenerative del sangue del paziente stesso. Al Medical Center Sorengo questa tecnologia è ora disponibile, e crediamo sia utile fare chiarezza su cosa sia realmente, distinguendo le evidenze cliniche dalle aspettative alimentate dal marketing.
Cos’è il PRP
PRP è l’acronimo di Platelet-Rich Plasma, ovvero plasma ricco di piastrine. Si ottiene da un piccolo prelievo di sangue del paziente, che viene centrifugato per concentrare le piastrine e i fattori di crescita in esse contenuti. Il concentrato così ottenuto viene poi reintrodotto nella zona da trattare. Trattandosi di un materiale autologo, cioè derivato dal proprio organismo, il rischio di reazioni allergiche o di rigetto è molto basso.
Come funziona: il principio biologico
Le piastrine non servono solo alla coagulazione: rilasciano una serie di fattori di crescita che stimolano la riparazione dei tessuti, la formazione di nuovi vasi sanguigni e la produzione di collagene. Concentrando questi elementi e portandoli dove servono, il PRP agisce come un segnale che “richiama” i naturali processi rigenerativi dell’organismo, favorendo la guarigione e il rinnovamento dei tessuti.
1. Uso estetico
In medicina estetica il PRP viene impiegato per migliorare la qualità e la luminosità della pelle, attenuare le rughe sottili e contrastare i segni dell’invecchiamento, grazie alla stimolazione del collagene. Trova applicazione anche nel trattamento del cuoio capelluto, dove può sostenere il rinforzo del capello nelle fasi iniziali del diradamento. Essendo un trattamento basato su componenti del proprio sangue, viene percepito come un approccio “biologico” al ringiovanimento, da inserire però sempre in una valutazione professionale realistica dei risultati attesi.
2. Uso funzionale
In ambito funzionale e rigenerativo, il PRP viene utilizzato per favorire la riparazione dei tessuti molli e accompagnare i processi di guarigione. Può essere proposto in supporto al recupero dopo microtraumi, in alcune condizioni infiammatorie croniche dei tendini e in percorsi di medicina rigenerativa volti a migliorare la funzionalità di un distretto corporeo. L’obiettivo non è mascherare il sintomo, ma sostenere il tessuto nel ritrovare la propria capacità di rigenerarsi.
3. Uso ortopedico
È forse l’ambito con la letteratura scientifica più ampia. Il PRP viene impiegato per il trattamento di tendinopatie (come l’epicondilite, la cosiddetta “gomito del tennista”), lesioni muscolari e tendinee, e in alcune forme di artrosi, in particolare del ginocchio, dove può contribuire a ridurre il dolore e migliorare la mobilità. Per molti pazienti rappresenta un’opzione intermedia tra la terapia conservativa e l’intervento chirurgico, sempre da valutare caso per caso.
Cosa aspettarsi (e cosa no)
È importante un’aspettativa realistica: il PRP non è una soluzione miracolosa né adatta a tutti i casi. I risultati dipendono dalla condizione trattata, dalle caratteristiche del paziente e dalla correttezza dell’indicazione clinica. Per alcune applicazioni le evidenze sono solide, per altre la ricerca è ancora in evoluzione. Per questo la scelta di ricorrere al PRP deve nascere sempre da una valutazione medica individuale.
Qualità, sicurezza e conformità: la differenza sta nei dettagli
Non tutti i trattamenti PRP sono uguali. La qualità del risultato dipende in modo determinante dal dispositivo medico utilizzato per preparare il concentrato e dal rispetto degli standard normativi. Al Medical Center Sorengo abbiamo scelto di investire in un sistema di Autologous Conditioned Plasma (ACP), un dispositivo medico che consente la preparazione rapida, sicura e sterile del plasma ricco di piastrine a partire da un piccolo prelievo di sangue del paziente.
Questo sistema si distingue per il suo design a due camere concentriche, ovvero una siringa più piccola inserita all’interno di una più grande. Questa configurazione consente di separare i fattori di crescita benefici dai globuli rossi e bianchi senza ricorrere a gel di separazione sintetici, e garantisce la massima sterilità: il sangue non entra mai in contatto con l’ambiente esterno durante tutto il processo. Il risultato è un concentrato di piastrine di qualità costante e standardizzata, conforme alla normativa svizzera, ottenuto in un circuito completamente chiuso che riduce al minimo il rischio di contaminazione.
Si tratta di una scelta non scontata: portare in un centro una tecnologia realmente a norma richiede uno sforzo e un investimento che non tutti gli operatori sul mercato affrontano. Per noi è invece una condizione irrinunciabile, perché la sicurezza del paziente viene prima di ogni altra considerazione.
A questo si aggiunge l’elemento più importante: ogni trattamento è eseguito e supervisionato da medici specialisti e personale infermieristico qualificato, all’interno di un percorso clinico strutturato. Dalla valutazione iniziale all’esecuzione, fino al follow-up, il paziente è sempre seguito da professionisti, con tutte le garanzie di un ambiente sanitario certificato.
L’approccio del Medical Center Sorengo
Al Medical Center Sorengo il PRP si inserisce in una visione di medicina di precisione: ogni trattamento parte da una diagnosi accurata e da una valutazione personalizzata, per stabilire se, quando e come questa tecnologia sia realmente indicata. Grazie alla collaborazione tra le nostre specializzazioni, dalla terapia del dolore alla chirurgia, dalla medicina estetica all’ortopedia, possiamo offrire un percorso integrato e basato sull’evidenza.
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