Il 58% degli uomini ipertesi tra i 35 e i 49 anni non sa di esserlo. E aver visto un medico nell’ultimo anno non cambiava il dato. Lo dice uno studio ginevrino pubblicato nel 2025, costruito con un metodo che vale la pena raccontare, perché spiega come mai un problema così comune resti così spesso invisibile.
Lo studio: 11’278 persone, pressione misurata tre volte
Il Bus Santé è l’indagine di popolazione degli Hôpitaux Universitaires de Genève. Tra il 2005 e il 2023 ha coinvolto 11’278 adulti tra i 35 e i 74 anni, scelti a caso tra i residenti del cantone. A ciascuno la pressione è stata misurata tre volte da personale formato, nelle stesse condizioni: non è stato chiesto “ha la pressione alta?”, è stata misurata. La differenza è tutta qui.
I risultati, pubblicati su Preventive Medicine Reports nel 2025:
- il 35,2% degli adulti tra 35 e 74 anni aveva valori di ipertensione;
- tra gli uomini di 35-49 anni con pressione alta, il 58% non sapeva di averla;
- aver avuto una visita medica negli ultimi 12 mesi non era associato a una maggiore consapevolezza;
- tra chi aveva già una diagnosi, la quota di persone non trattate è salita dal 37,7% al 46,8% nel corso degli anni.
Lo studio ha i suoi limiti: riguarda un solo cantone e ha partecipato circa la metà delle persone invitate. Ma il quadro coincide con quello internazionale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2024 circa 1,4 miliardi di adulti tra 30 e 79 anni avevano l’ipertensione e il 44% non lo sapeva; solo il 23% aveva la pressione sotto controllo. In Svizzera, l’Indagine sulla salute dell’Ufficio federale di statistica registra che la quota di uomini che dichiara la pressione alta è passata dal 14,1% del 2002 al 22,4% del 2022. Dichiara: chi non lo sa, non lo dichiara.
Perché non ce ne accorgiamo
L’ipertensione, nella grande maggioranza dei casi, non dà sintomi. Il mal di testa, contrariamente a quanto si crede, non è un segnale affidabile: compare solo con valori molto alti e in molte persone non compare mai. Nel frattempo la pressione lavora contro le pareti delle arterie, giorno e notte, per anni.
I danni arrivano dopo, e arrivano in silenzio: al cuore, che si ispessisce per spingere contro una resistenza maggiore, fino allo scompenso o all’infarto; al cervello, con l’ictus e con un declino cognitivo più precoce; ai reni, che perdono progressivamente la capacità di filtrare; agli occhi, con la retinopatia. Sono danni in buona parte evitabili, ma solo se il numero è noto in tempo.
Tra i 35 e i 49 anni la trappola è particolare. Ci si sente bene, si lavora molto, dal medico si va poco e per altri motivi. L’idea di fondo è che la pressione alta sia un problema di chi ha settant’anni. I dati di Ginevra dicono il contrario: è proprio in questa fascia che la quota di ipertesi inconsapevoli è più alta.
Perché una visita non basta
Il risultato più scomodo dello studio è il terzo: chi era andato dal medico nell’ultimo anno non era più consapevole degli altri. Le spiegazioni possibili sono poche e concrete. La pressione non viene misurata, perché il motivo della visita era un altro. Oppure viene misurata una volta sola, in fretta, e un valore borderline viene lasciato correre. Oppure viene misurata e annotata, ma non commentata: il paziente esce senza sapere che cosa significa il suo numero e che cosa dovrebbe fare.
Le linee guida della Società europea di cardiologia del 2024 hanno alzato l’asticella su questo punto. Si parla di ipertensione con valori in studio pari o superiori a 140/90 mmHg, confermati. Ma è stata introdotta una categoria intermedia, la “pressione elevata”, tra 120 e 139 di sistolica o tra 70 e 89 di diastolica: non è ancora ipertensione, ma è il momento in cui vale la pena intervenire sullo stile di vita e ripetere le misurazioni. Per i valori tra 140-159 e 90-99, la diagnosi va confermata con misurazioni fuori dallo studio medico, a casa o con il monitoraggio delle 24 ore, perché una singola misurazione in ambulatorio è meno affidabile di quanto si pensi.
Misurare bene significa: seduti, dopo cinque minuti di riposo, con la schiena appoggiata, il braccio sostenuto all’altezza del cuore, un bracciale della misura giusta, almeno due letture a distanza di un minuto, e la prima volta su entrambe le braccia. Sono due minuti in più. Sono quelli che fanno la differenza tra un numero e una diagnosi.
Cosa fare tra i 35 e i 49 anni
Il primo passo è conoscere il proprio numero: una misurazione fatta bene almeno una volta l’anno, e in ogni caso a ogni visita medica, chiedendola se non viene proposta.
Se il valore è elevato, la cosa più utile è misurare a casa per sette giorni, mattina e sera, con un apparecchio da braccio validato, e portare i valori al medico. È il modo migliore per distinguere un’ipertensione vera dall’effetto dello studio medico.
Se l’ipertensione è confermata, ha senso guardare il resto del quadro, perché la pressione raramente viaggia da sola: glicemia, colesterolo e trigliceridi, la lipoproteina(a) almeno una volta nella vita, la funzione dei reni, il peso e la circonferenza della vita, un elettrocardiogramma. Le leve su cui agire subito sono note e funzionano: meno sale, meno alcol, il peso, l’attività fisica regolare, il sonno. Quando servono i farmaci, sono tra i più studiati e meglio tollerati della medicina. Iniziare una terapia a 45 anni non è una sconfitta: è il modo di arrivare a 75 con il cuore, i reni e il cervello che si avevano a 45.
Al Medical Center Sorengo
Al Centro la misurazione della pressione fa parte di ogni visita di medicina interna, con il metodo descritto sopra e con il tempo per commentare il risultato. Se serve un approfondimento, elettrocardiogramma, esami del sangue e profilo cardiometabolico si fanno in sede, senza rinvii.
Per chi vuole un quadro completo, nella sezione Diagnostica Avanzata ci sono percorsi con prezzo pubblicato: il Cardiometabolico Avanzato (CHF 245) e il Check-up 360 (CHF 495), con la possibilità di un colloquio medico sui risultati.
Non serve essere già pazienti del Centro. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 17:00, in Via Ponte Tresa 35 a Sorengo. Si può chiamare o scrivere su WhatsApp al +41 91 994 20 00, anche nel weekend, e fissare un controllo per la settimana.
Domande frequenti
A quali valori si parla di ipertensione?
Secondo le linee guida ESC 2024, con valori in studio pari o superiori a 140/90 mmHg, confermati da più misurazioni. Tra 120 e 139 di sistolica, o tra 70 e 89 di diastolica, si parla di “pressione elevata”: non è ipertensione, ma è il momento di intervenire sullo stile di vita e ripetere i controlli.
Posso misurare la pressione a casa?
Sì, ed è utile: con un apparecchio da braccio validato, seduti, dopo cinque minuti di riposo, mattina e sera per sette giorni. La media dei valori, escluso il primo giorno, va portata al medico. Gli apparecchi da polso sono meno affidabili.
L’ipertensione dà mal di testa?
Di solito no. Il mal di testa compare solo con valori molto alti, e molte persone ipertese non hanno mai alcun sintomo. Per questo l’unico modo di saperlo è misurare.
Quanto costa un controllo della pressione al Medical Center Sorengo?
La visita medica con misurazione della pressione è una prestazione ordinaria coperta dall’assicurazione di base. I percorsi della Diagnostica Avanzata sono a pagamento, con prezzo pubblicato sul sito: Cardiometabolico Avanzato CHF 245, Check-up 360 CHF 495.
Fonti
- Nehme M., Guessous I. et al., “Twenty years population-based trends in prevalence, awareness, treatment, and control of hypertension in Geneva, Switzerland” (Bus Santé), Preventive Medicine Reports, 2025. Articolo completo
- Organizzazione mondiale della sanità, scheda informativa sull’ipertensione, 25 settembre 2025. who.int
- McEvoy J.W. et al., 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension, European Heart Journal, 2024. academic.oup.com
- Ufficio federale di statistica, Indagine sulla salute in Svizzera 2022, indicatore “Ipertensione”, Obsan MonAM. obsan.admin.ch
Articolo informativo: non sostituisce una visita medica. Per una valutazione personale rivolgersi al proprio medico.

